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23 giugno 2017

L’ITALIA DELL’INTOLLERANZA NELLE “MAPPE DELL’ODIO” DI VOX

01 febbraio 2015

Di Federica Sterza Oltre due milioni di tweet passati al setaccio per capire come sui social network viaggi l’intolleranza. E’ stato questo il progetto di Vox, l’osservatorio italiano sui diritti, che, tra gennaio e agosto del 2014, in collaborazione con le università di Roma, Bari e Milano ha monitorato come quei messaggi in 140 caratteri vengano utilizzati per insultare, denigrare, sbeffeggiare.

Messaggi il più delle volte terribilmente sgradevoli, soprattutto quando si parla di omosessuali, ebrei, donne e stranieri, e dall’analisi dei quali sono state realizzate cinque “mappe dell’odio”. Una geografia che racconta di una Lombardia omofoba, di un Abruzzo antisemita, di una Pianura Padana misogina, ma che si contende il primo posto in fatto di visione della donna anche con Campania e Puglia.

Il lessico che corre su Twitter è spesso intriso di odio, con un Centro Italia dove sono forti i pregiudizi contro i “musi gialli” e gli “zingari”, mentre il Nord non riesce ancora a fare a meno di espressioni come ”terroni di merda” e “negri”.

Gli autori di Vox hanno così deciso di donare le mappe a comuni, Regioni e istituti scolastici, per far sì che i giovani ragionino sul significato delle parole.

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