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23 giugno 2017

MAL’ARIA 2016: SONO 48 LE CITTA’ IN CUI L’ARIA E’ DIVENTATA IRRESPIRABILE

31 gennaio 2016

Di Gaja Barillari – Delle 90 città italiane monitorate da Legambiente per la campagna “PM10 ti tengo d’occhio“, 48 ovvero il 53% hanno superato il limite dei 35 giorni di sforamento consentiti di Pm1. Milano sempre più come Pechino, la Pianura Padana ammantata da nebbia e smog, a Torino  non si vedono più le montagne che la circondano o la vetta del Monviso, Roma che gareggia con Milano per la foschia, la fotografia delle città italiane non è confortante, tutt’altro.

L’aria è ormai divenuta irrespirabile a causa delle elevate concentrazioni delle polveri sottili, dell’ozono e del biossido di azoto che come si sa sono la causa di danni alla salute dei cittadini e all’ambiente circostante.

A Frosinone la situazione è particolarmente critica secondo il rapporto di Legambiente,  anche quest’anno i giorni di superamento sono stati 115; seguita da Pavia con 114 giorni, Vicenza con 110, Milano con 101 e Torino con 99. Dei 48 capoluoghi fuori legge il 6% (Frosinone, Pavia e Vicenza) ha superato il limite delle 35 giornate più del triplo delle volte, andando oltre i 105 giorni totali; il 33% lo ha superato di almeno due volte e il 25% ha superato il limite legale una volta e mezza.

Analizzando regione per regione, la situazione più critica è il  Veneto, in cui 92% delle centraline urbane monitorate ha superato il limite dei 35 giorni consentiti; (in particolare quelle di Padova, Rovigo, Treviso, Venezia, Verona e Vicenza), a cui segue la Lombardi a 84% delle centraline urbane (tutte quelle di Milano, Bergamo, Brescia, Cremona, Lodi, Mantova, Pavia, Como e Monza), Piemonte l’82% delle stazioni di città (en plein per le centraline di Alessandria, Asti, Novara, Torino e Vercelli), il 75% delle centraline sia in Emilia-Romagna (Ferrara, Modena, Piacenza, Parma, Ravenna e Rimini) sia in Campania (Avellino, Benevento, Caserta e Salerno).

Secondo Legambiente per contrastare in maniera efficace l’inquinamento atmosferico, è necessario un cambio di passo nelle politiche della mobilità sostenibile, ad esempio con il potenziamento del trasporto sul ferro, l’uso dei mezzi pubblici e la mobilità nuova,rendendo le auto l’ultima delle soluzioni possibili per gli spostamenti

Non dimentichiamoci che il nostro paese detiene il record per numero di auto per abitante: il tasso di motorizzazione arriva a 62 auto ogni 100 abitanti della città di Roma o ai 67 di Catania, contro le 25 auto ogni 100 abitanti di Amsterdam e Parigi o le 31 di Londra.

Legambiente ritiene quindi indispensabile alla luce di questi dati, una strategia nazionale per la qualità dell’aria e un piano per la mobilità in città,accompagnato da studi accurati sulle fonti di emissione, eseguiti a scala locale e urbana, per pianificare le giuste politiche di intervento.

“L’emergenza smog – dichiara Rossella Muroni, la presidente nazionale di Legambiente – difficilmente si potrà risolvere con interventi sporadici che di solito le amministrazioni propongono in fase d’emergenza tra targhe alterne, blocchi del traffico, mezzi pubblici gratis, come avviene attualmente in gran parte delle città italiane, e senza nessuna politica concreta e lungimirante. Per uscire dalla morsa dell’inquinamento è fondamentale che il Governo assuma un ruolo guida facendo scelte e interventi coraggiosi, mettendo al centro le aree urbane e la mobilità sostenibile, impegnandosi per approvare a livello europeo, normative stringenti e vincolanti, abbandonando una volta per tutte le fonti fossili e replicando quelle esperienze anti-smog virtuose messe già in atto in molti comuni italiani in termini di mobilità sostenibile, efficienza energetica e verde urbano”.

“Il protocollo firmato lo scorso 30 dicembre – continua Muroni – tra ministero dell’ambiente, rappresentanti di comuni e regioni, non è stato all’altezza del problema e il rischio è che si rincorra sempre l’emergenza senza arrivare a risultati concreti e di lunga durata. Per questo è urgente e indispensabile che l’Italia adotti un piano nazionale per la mobilità urbana, dotato di risorse economiche, obiettivi misurabili e declinabili. La priorità deve essere la realizzazione di nuove linee metropolitane e di tram, a cui devono essere vincolate da subito almeno il 50% delle risorse per le infrastrutture, da destinare alle città, dove si svolge la sfida più importante in termini di rigenerazione urbana e di vivibilità”.

I dati sono ancor più allarmanti, ogni anno l’inquinamento dell’aria causa oltre 400.000 morti premature nei paesi dell’Unione Europea e l’Italia ha uno dei peggiori bilanci in Europa: la Penisola detiene il record di morti per smog con 59.500 decessi prematuri per il Pm2,5 – 3.300 per l’Ozono e 21.600 per gli NOx nel solo 2012 (Dati Agenzia Europea dell’ambiente).

Il problema purtroppo, non è solo l’aria, ma anche il rumore, in Italia sono quasi sei milioni (il 10% della popolazione) i cittadini esposti al rumore prodotto dal traffico stradale, e a questi si aggiungono cinque milioni di italiani esposti ad elevati livelli di inquinamento acustico durante le ore notturne.

Legambiente a chiusura del rapporto rammenta che l’Italia è in procedura d’infrazione, in stato di messa in mora, per il mancato rispetto della normativa comunitaria relativa ai livelli di inquinamento acustico, la Direttiva 2002/49/CE.

 

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