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24 giugno 2017

MANIFESTAZIONI PACIFISTE NUOVI OBIETTIVI PER STRAGI DI INNOCENTI

12 ottobre 2015

Di Gaja Barillari – Si grida alla pace, si esprime solidarietà ma non basta, anzi. Le manifestazioni pacifiste sono ormai i luoghi ideali dove immolarsi, far esplodere ordigni e generare morte e caos.

La Turchia è stata colpita nuovamente da attacchi kamikaze. Due in pochi mesi. La prima volta a luglio nella città di Soruc – 33 morti -, la seconda in questi giorni ad Ankara 128 i giovani che hanno perso la vita mentre marciavano per la pace contro gli attacchi del Pkk in Siria; 508 i feriti secondo il centro di coordinamento del governo, di loro 65 in gravi condizioni.

Questo attentato è già stato riconosciuto come il più grave della storia turca. Due kamikaze esplosi nello stesso luogo usando tritolo.

Secondo l’Ansa, le prime indagini indicano che potrebbe trattarsi di un’azione dell’Isis. Lo dicono fonti della sicurezza turca: “L’attacco è nello stile di Suruc, tutti i segnali indicano che è una copia di quell’attacco. Quindi puntano all’Isis”. Il 20 luglio a Suruc un kamikaze dell’Isis uccise 33 filo-curdi.

Nonostante il feroce attacco, la popolazione è scesa di nuovo in strada. A pochi giorni dall’attentato migliaia di manifestanti si sono ritrovati nel centro della capitale turca di Ankara per commemorare non solo la strage avvenuta ma anche per contestare il premier Erdogan. La polizia è intervenuta con gas lacrimogeni. La manifestazione era organizzata dai sindacati e dalle opposizioni.

 

 

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