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24 giugno 2017

MATHERYN NAOVARATPONG, LA PICCOLA ADDORMENTATA DELL’ALCOR

19 aprile 2015

Di Rossana Spartà – Si chiama crioconservazione ma è più comunemente conosciuta come ibernazione. Corpo e cervello vengono conservati a -196°C. Il costo di questa operazione è di circa 200mila dollari.

È la strada cui si affidano coloro che non si rassegnano alla fine della vita, in alcuni casi la propria, in altri quella dei loro cari.
Si sceglie la strada della “conservazione”con la speranza che tra qualche anno tutto sarà più avanti: scienza, medicina, tecnologia e potremmo risvegliare dal sonno chi non abbiamo mai accettato di perdere.
Un marito, un genitore, un figlio, noi stessi.

La decisione presa dai genitori di una bambina di tre anni, morta per un tumore al cervello che hanno scelto di ibernare il suo corpo non mancherà di suscitare reazioni diverse in ciascuno di noi.

Matheryn Naovaratpong, questo il nome della piccola thailandese, è stata dichiarata morta l’8 gennaio ultimo scorso ed ora si trova in Arizona dove è stata accolta presso la Alcor, il centro di crioconservazione americano, come paziente numero 134: la più giovane mai trattata, la 134esima nel mondo e la prima dall’Asia.

La storia di Matheryn non è diversa da quella di molti altri bambini ricoverati nei vari reparti di oncologia del mondo: affetta da una rara forma di tumore al cervello, che i suoi genitori hanno tentato in tutti i modi di annientare con massicce dosi di chemioterapia, radioterapia e dodici interventi chirurgici.

Quando questa mamma e questo papà hanno capito che alla loro bimba non rimanevano che poche settimane di vita hanno preso la decisione di affidarla alla crioconservazione in attesa della cura che non c’è. In attesa del domani.

Nella “favola” dura di questa “Piccola addormentata” si intersecano temi e questioni che il nostro Paese non ha ancora avuto il coraggio di mettere in tavola.

L’accanimento terapeutico, la crioconservazione e l’eutanasia sono scelte individuali che possiamo condividere o dissentire.

Ma non possiamo accettare che ci venga negata la possibilità di scelta.

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