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25 giugno 2017

MENO FIGLI, MOZIONE FI: “TESORETTO, SE C’E’, VENGA DESTINATO A POLITICHE SOCIALI”

21 aprile 2015

Di Mara Carfagna – Non accadeva dall’Unità d’Italia. Nel 2014 sono nati cinquemila bambini in meno rispetto al 2013. Nel 2013 erano 514mila, l’anno successivo il drastico calo che ha raggiunto le 509mila nascite.

Una severa riduzione certificata dall’Istat nel rapporto “indicatori demografici 2014”.

Di fronte a questi dati è lecito chiedersi se questo fenomeno non dipenda anche dai tagli al welfare e dall’attenzione decrescente del governo per le politiche sociali.

Da tale quesito, e per tali ragioni, appellandoci allo strumento e alle azioni della politica, in virtù del nostro ruolo di parlamentari, abbiamo ritenuto doveroso presentare al Governo una mozione in materia di “Politiche a favore della natalità” .

È sotto gli occhi di tutti che il “sistema sociale” del nostro Paese è costretto negli ultimi anni a fronteggiare numerosi elementi di criticità, anche in conseguenza della crisi economica che ha attraversato il nostro continente. Ma non incide solo questo. Vi è alla base un contesto che vede una progressiva riduzione dei fondi destinati alle politiche sociali e questo non ha potuto che ripercuotersi sulle crescenti condizioni di disagio economico delle famiglie.

Ecco che, da qui, si innestano una serie di conseguenze e di effetti negativi che sfociano nelle trasformazioni demografiche e sociali rappresentateci dall’Istat. Un fatto che determina un’accelerazione del processo di invecchiamento della popolazione che sta, inevitabilmente, trasformando la nostra struttura sociale.

Per questa ragione abbiamo proposto al governo quattro chiari ed incisivi suggerimenti su come impiegare il tesoretto da 1,6 miliardi, se realmente il Governo sia riuscito a “scovarlo”. Se così fosse, noi chiediamo di destinarlo con forza e con urgenza alle “Politiche Sociali”.

Al Governo Renzi proponiamo tali fondamentali passaggi.

Il primo è di assegnare parte del tesoretto al Fondo Nazionale per le politiche sociali, verificandone l’equa ripartizione, ponendo attenzione alla reale ricaduta che tali risorse hanno sulle famiglie, assicurando che in tutti i comuni italiani vi sia la medesima accessibilità ai servizi, e realizzando una rete di monitoraggio su quanto erogato e quanto investito in capo a ciascun ente locale.

Il secondo è di intervenire con un sistema organico di politiche economiche al fine di escludere dal patto di stabilità gli interventi pubblici relativi al funzionamento dei servizi per la famiglia.

Il terzo è di istituire meccanismi stabili di finanziamento pubblico che prevedano la compartecipazione dei diversi livelli di governo alla spesa per i servizi per l’infanzia, per le scuole dell’infanzia, per le famiglie indigenti, per gli anziani, per i giovani senza un lavoro.

Il quarto, infine, è di aiutare, con tale tesoretto, le famiglie italiane abbassandone le tasse.

Leggiamo, infatti, con preoccupazione i contenuti del rapporto Istat sul tasso di natalità, in particolare laddove si afferma che esso è «insufficiente a garantire il necessario ricambio generazionale».

Ebbene, con tale mozione Forza Italia si è assunta la responsabilità fare proposte concrete per tentare di arginare tale calo vertiginoso , un dato a cui, stavolta, neanche il contributo delle donne straniere riesce più a sopperire.

La stessa consapevolezza riteniamo debba venire da un Governo che ha più volte decantato di “essere vicino agli italiani”.

Per favore, “l’Italia sta diventando un paese senza ricambio generazionale”, ora basta con l’aumento delle tasse e affinché il “Bonuf Def”, come gli 80 euro in busta paga, non siano solo il frutto di una operazione in odore di consenso elettorale, Renzi il “Giovane Rottamatore” ripensi a parole come “mutuo” e “disoccupazione” e alla paura che tali termini incutono in centinaia di coppie che, per tali ragioni, non mettono su famiglia.

Basta con gli slogan e le campagne elettorali, ora è tempo di guardare in faccia la realtà.

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