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24 giugno 2017

MOVIMENTO ANTIRACKET, NUOVA VITTORIA. ALTRI IMPRENDITORI SI RIBELLANO

02 novembre 2015

Di Emma Baldi – La cronaca si mischia alla storia del tessuto sociale italiano, in particolare quello siciliano. Un tessuto cattivo, quello che ha a che fare con la mafia e con il pizzo e che tenta di far morire ciò che di buono è rimasto. Ed è proprio dalla cronaca che emergono, spesso per fortuna, storie di imprenditori e commercianti che non si lasciano schiacciare, irretire e condizionare dalla scure della malavita.

E’ di queste ore la notizia di un’altra battaglia vinta dal movimento antiracket. Altri 36 imprenditori italiani, residenti a Bagheria, nel palermitano, si sono ribellati ai loro strozzini, denunciandoli e facendo arrestare ventidue persone.

Un movimento, quello antiracket, che opera da vent’anni e che viene affiancato dal Fai, “Federazione delle associazioni antiracket ed antiusura italiana”, nata. Qui il blog dell’associazione antiracket.

E’ stato recentemente presentato alla Fiera del Levante di Bari il quarto libro della collana ‘Arcipelago mafie- economia- impresa’, curata da Tano Grasso.

A firmare “Storia del movimento antiracket 1990- 2015” (Rubettino), è il giornalista Filippo Conticello, già autore de L’isola che c’è (la Sicilia che si ribella al pizzo). Il testo è scaricabile da questo link.

Il racket, è un fenomeno ramificato in tutta Italia, si insinua nelle attività commerciali e non sta risparmiando neanche le rotte dei migranti.

Quella tra i Balcani e il Mar Mediterraneo costituisce il corridoio principale di transito usato dai trafficanti per trasferire in Europa minori vulnerabili. Ed è così che cresce la schiavitù dei più piccoli. Dal 2012 a oggi 1.679 sono le vittime di tratta accertate in Italia e tra loro, dal 2013, ci sono 130 sono ragazzini, inseriti in progetti di protezione; mentre 7.357 sono gli adolescenti migranti arrivati in Italia dall’inizio dell’anno.

Sono alcuni dei numeri del dossier 2015, «Piccoli schiavi invisibili», diffuso da Save the Children, alla vigilia della giornata Onu in ricordo della schiavitù e della sua abolizione.

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