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26 giugno 2017

NEL PUBBLICO DOMINIO A PARTIRE DAL 2015

04 gennaio 2015

Di Maria Romano – Undici artisti diventano “riproducibili”. Per i paesi in cui vige il Common Low, infatti, si è liberato, a partire dal primo di gennaio di quest’anno, il copyright: sciolte dal diritto di autore, dunque, le opere di alcuni dei geni dell’arte, della letteratura e della scienza mondiale, potranno essere riprodotte.
Il formidabile lavoro di otto di queste grandi figure diventerà di pubblico dominio in quei paesi in cui la durata di copertura del copyright su un’opera è fissata in 70 anni oltre la fine della vita dell’artista (e quindi anche l’Europa, il Brasile, la Russia). Per gli altri tre, invece, la rirproducibilità scatterà solo dove il limite è fissato in 50 anni.
Ma chi sono questi maestri che diventano liberi e fruibili e gratuiti per tutti, senza bisogno di chiedere il permesso? L’elenco è vario e, significativo: basti pensare che si potrà avere libero accesso a “Il Piccolo Principe”, al “Manifesto del futurismo italiano” e persino all’”Urlo” di Munch.
Gli appassionati di musica potranno usufruire delle registrazioni di Cole Porter e, in alcuni stati del mondo, 007 diventerà di “pubblico dominio” visto che i romanzi di Ian Fleming rientrano nel computo di queste opere, per così dire, liberate da qualsiasi vincolo.
Questo significa che tutti potranno vedere, ascoltare, utilizzare, liberamente il frutto del lavoro e dell’estro di queste grandissime personalità della storia dell’umanità. Di questo certamente c’è un gran bisogno. L’arte, uno dei beni più preziosi che abbiamo, condivisa e diffusa. Significa anche, però, che queste opere potranno essere modificate, rivisitate, ripensate… Un bacino di idee e ispirazioni potenzialmente inesauribile potrebbe prendere forma sotto i nostri occhi nel prossimo futuro. Certo, se a farlo fosse qualche erede di Warhol con il suo stesso spirito dissacrante e liberatorio non avremmo nulla da ridire, ma in alcuni casi si rischia di cadere nel grottesco.

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