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26 giugno 2017

NON SI PUO’ MORIRE DI ALTRUISMO. L’ASSURDA STRAGE DEI GIOVANI PRO KOBANE

22 luglio 2015

Di Mia Avieno – Diciotto anni, la maggior parte turchi, attivisti pro Kobane – la città siriana distrutta dall’Isis: sono morti in 30 alcuni giorni fa, tra loro si nascondeva una ragazza piena di esplosivo.

Si trovavano a Sucur – in Turchia – ed erano pronti per partire alla volta di Kobain dove un gruppo di giovani attivisti avrebbe voluto costruire una biblioteca, ripiantare un bosco, mettere in piedi un campo giochi, realizzare altre opere in soccorso della popolazione.

Ma non ce l’hanno fatta, non gli è stato permesso. Una assurda esplosione ha squarciato quel sentimento di solidarietà e fratellanza che li animava.

Uccisi nell’assurda battaglia contro la vita da parte del fanatismo islamico. Sogni infranti, sorrisi spezzati. Quelli catturati qualche giorno prima in un selfie di gruppo. La ragazza a sinistra con le dita in segna di vittoria non c’è più.

Quante altre morti innocenti ci saranno prima che l’Isis non smetta di agire in maniera autodistruttiva contro l’umanità?

Togliere la vita è la bieca strategia messa in atto, così come provocare orrore e paura.

Ma dopo il gruppo di giovani turchi sacrificati, ce ne saranno altri che porteranno avanti il loro progetto, accadrà di sicuro, non può finire tutto così.

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