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23 giugno 2017

OCCUPAZIONE IN STALLO. GIOVANI RESTANO AL PALO

01 marzo 2016

Di Mia Avieno – L’Istat ha comunicato i dati sull’occupazione relativa al mese di gennaio, in cui il tasso di disoccupazione torna a salire  all’11.5% dopo essere riuscita a scendere all’11.4% a dicembre, risultato rivisto al rialzo a 11.6%.

Gli analisti avevano previsto, invece, che i livelli di disoccupazione si sarebbero mantenuti stabili all’11.4%.

Preoccupante il tasso di disoccupazione giovanile (15-24 anni) che è risultato invece pari al 39,3%, registrando un aumento di 0,7 % rispetto al mese precedente.

Dopo il calo di dicembre (-0,2%), a gennaio 2016 gli occupati sono aumentati di 70mila unità (+0,3%) su dicembre 2015 tornando al livello di agosto e di 299.000 su gennaio 2015 (+1,3%). La crescita è dovuta ai dipendenti permanenti (+99mila su dicembre, +426mila sul 2015) mentre calano quelli a termine (-28mila).

Il tasso di occupazione, pari al 56,8%, cresce di 0,1 punti percentuali rispetto al mese precedente: si tratta del livello più alto da maggio 2012. Gennaio 2016 è anche il primo mese di sgravio contributivo al 40% dopo un anno di esonero totale per le assunzioni stabili.

Nel primo mese dell’anno, il numero di cittadini inattivi è sceso dello 0.4%, calo dovuto soprattutto agli individui nella fascia di età 50-64 anni.

“La politica monetaria non basta – ha detto Anna Maria Furlan segretario generale della Cisl su La7– e che ci vuole un cambiamento radicale di politica economica dell’Italia e dell’Europa, con un cambiamento del Fiscal compact che ha fatto il suo tempo”.

“Le riforme sono essenziali ed il Governo le ha fatte – ha dichiarato il ministro del Lavoro Poletti – ma senza l’impegno responsabile di tutta la comunità nazionale i risultati sarebbero meno significativi”.

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