• Think News | rss
  • Think News | contatti
  • Think News | Flickr
  • Think News | YouTube
  • Think News | Twitter
  • Think News | Facebook
23 giugno 2017

PARTORIENTI MORTE, CINQUE VITTIME E UN MIRACOLO: LA BIMBA NATA A FOGGIA

04 gennaio 2016

Di Emma Baldi – Tra il 25 dicembre 2015 e il 1° gennaio 2016 cinque partorienti hanno perso la vita nel nostro Paese: la vicentina Anna Massignan, la torinese Angela Nesta, Marta Lazzarin di Bassano del Grappa, la bresciana Giovanna Lazzari e una giovane ventitreenne di Foggia.

A loro si aggiunge, purtroppo, un bimbo che non è riuscito a venire la luce. È, infatti, notizia di queste ore che una ragazza di 22 anni di Sanremo ha perso suo figlio alla 41esima settimana di gestazione. I familiari hanno denunciato i sanitari. La giovane è arrivata al pronto soccorso dell’ospedale ligure dicendo di non sentire più il bimbo. Il piccolo era morto. Il feto è stato fatto espellere con parto indotto.

Da considerare che a 40 settimane gli esperti parlano già di gravidanza post-termine e che i parti si praticano anche alla 39esima settimana. Drammi evitabili?

Ha parlato di «drammatiche casualità» il ministro della Salute Beatrice Lorenzi, intervenuta stamane in diretta ad UnoMattina e SkyTg24.

Che il Governo stia cercando di scaricarsi di responsabilità?

Il ministro ha detto: «Bisogna indagare caso per caso, verificare che non ci siano stati degli errori nelle procedure di intervento durante l’accesso in ospedale e durante la presa in carico del paziente e verificare anche quello che è avvenuto prima. Questo perché, pur avendo noi una bassa casistica di donne morte durante il parto, dobbiamo abbassarla il più possibile e l’unico modo per farlo – ha concluso – è studiare tutti i casi dove si sono verificate queste tragedie per poterle prevenire laddove è possibile».

Rimane il triste dato di queste settimane: 5 donne decedute e con loro i bambini che avevano in grembo, ad eccezione della piccola nata a Foggia. Ciò che le famiglie chiedono è di capire se si sia trattato di errore umano e di accertare la verità.

Tale drammatico bilancio porta all’attenzione dell’opinione pubblica la fredda ma realistica statistica su casi di questo tipo: 50 casi all’anno in Italia. Il dato è considerato medio-basso, ma potrebbe ancora essere limitato.

Nella metà dei casi il decesso avviene per emorragia e nelle regioni del Sud accade più di frequente che al Nord.

I fattori di rischio: oltre al luogo di residenza, l’aumento dell’età materna, condizioni di deprivazione sociale e l’utilizzo del cesareo dove non necessario.

Questa sera la puntata di Porta a Porta, in onda su Rai Uno alle 23.30, sarà dedicata proprio ai casi delle partorienti morte con collegamenti dall’ospedale Riuniti di Foggia, dove i medici hanno fatto nascere la bimba mentre sua madre aveva già perso la vita.

Ti potrebbe interessare anche

Powered byOnlyYouAdvertising