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23 giugno 2017

PROCREAZIONE MEDICAMENTO ASSISTITA, A SALERNO SI VUOLE DISTRUGGERE UN SOGNO

26 gennaio 2016

Di Gaetano Amatruda – Nella città di Salerno c’è qualcuno che vuole distruggere il luogo dove ‘nascono i sogni’.  Si sta distruggendo una realtà che aveva le carte in regola per diventare una eccellenza del Paese. All’ospedale Ruggi, c’è il centro per la Tecnica di fertilità, una struttura per la procreazione medicalmente assistita.
Una esperienza che nasce dalla passione e dalla professionalità di medici ed infermieri. Eroi che in condizioni difficili, ogni giorno, lavorano per concretizzare il sogno di tanti giovani coppie: un figlio.
Una struttura che nasce dalla passione, per dare ‘forma ai sogni’, e sopratutto per superare una grande anomalia del sistema Italia.
Al Nord diversi privati garantiscono prestazioni di qualità e strutture pubbliche attrezzate contribuisco ad una sana competizione, centri che con la copertura dei ticket assicurano prestazioni di alto livello.
Nelle regioni del Sud, con rare eccezioni, si offrono meno sevizi in questo campo.
I buchi di bilancio non consentono alle strutture pubbliche di valorizzare ed assistere i reparti che si occupano di Pma.
I dati del Ministero della Sanità raccontano poi della mobilità in uscita non più coperta, in sintesi per chi si sposta verso il Nord non ci sono fondi. Anche se si sceglie il pubblico.
Nel 2012 in Campania si decide di intervenire per invertire la rotta. Si decide di potenziare il centro esistente. Un atto di civiltà.
Un atto di civiltà perché in un Paese normale i diritti costituzionali non possono essere trasformai in diritti territoriali.
Capita così quando su temi delicati lo Stato offre servizi diversi sul territorio.
Con la delibera n. 598 dell 1.12.2014 furono finanziati, dalla giunta Caldoro, 600.000 euro per creare la bio-banca, per ‘la conservazione e lo studio del tessuto ovarico e dei gameti. Potenziamento del centro di Procreazione medicalmente assistita’.
Il primo fondamentale passaggio.
Diritti uguali per tutti. In una struttura pubblica, con il ticket, prestazioni di alta qualità. La prima bio-banca de Sud.
Oggi la Giunta De Luca decide di annullare tutto. Le risorse trasferite a pioggia negli altri centri campani. Senza una logica, risorse a chi le ha già ottenute e per avviare sevizi generici.
Si rinuncia a creare il più grande centro del Mezzogiorno d’Italia. Sarebbe nato a Salerno.
Qui le giovani coppie, di fatto gratis, avrebbero avuto accesso a questa possibilità.
Saranno i privati a trarne un beneficio.
Perché? Perché il progetto nasceva dalla vecchia giunta. Perché temo qualcuno voglia punire chi non ha sostenuto De Luca. Chi anima il progetto molto probabilmente non lo ha fatto. Colpa grave nella Salerno di Pol Pot.
Sarà fatto, è probabile, un regalo ad alcuni privati (alto casertano e basso Lazio).
Può arrivare la politica così in basso?
Consumare lo scontro sui sogni di una giovane coppia?
Ecco, inciviltà che diventa regola di governo.

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