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26 giugno 2017

PROFUGHI, IN 2.500 HANNO TROVATO LA MORTE. L’ONU PREPARA VERTICE

29 agosto 2015

Di Gaja Barillari – Sembra ormai una tragedia umana senza fine l’esodo e la morte di centinaia di migranti in mare, ammassati senz’aria nelle stive dei barconi, nel container di un tir che tentano di raggiungere l’Italia o ad attraversala attraverso mezzi di fortuna.

L’esodo è in atto. Anche gli Stati Uniti si sono appellati all’Europa affinché fermi i trafficanti di vite umane.

Secondo l’agenzia di stampa tedesca Deutsche Presse-Agentur (Dpa), tre libici sono stati arrestati giovedì notte dalle autorità libiche in relazione a questa tragedia, e sarebbero tuttora trattenuti a Zuwara.

Intanto le Nazioni Unite hanno calendarizzato per il 30 settembre, al Palazzo di Vetro di New York, un vertice speciale dei capi di stato e di governo per affrontare il problema. «Bisogna fare molto di più» ha detto il segretario generale dell’Onu, Ban Ki-moon.

Oltre 1.500 profughi hanno raggiunto l’Italia nelle ultime 24 ore, soccorsi in diverse operazioni nel Canale di Sicilia: 683 a Messina, tra cui donne incinte e minori non accompagnati (a bordo anche due morti), 415 a Taranto, dove ne sono attesi altrettanti, 250 a Corigliano Calabro.

Sale il bilancio dei morti del doppio naufragio avvenuto giovedì davanti alle coste di Zuwara: sul barcone c’erano circa 500 persone – ha confermato l’Agenzia Onu per i rifugiati: 198 sono state salvate, 117 sono i cadaveri recuperati, circa 200 mancano ancora all’appello.

E stato rilasciato, invece, il camionista italiano fermato venerdì in Inghilterra: i 27 clandestini trovati a bordo del suo mezzo vi si sarebbero introdotti a sua insaputa. Quattro i fermati dalle autorità ungheresi per quanto avvenuto in Austria, dove all’interno di un camion abbandonato sono stati rinvenuti i cadaveri di 71 migranti.

Melissa Fleming, portavoce dell’agenzia Onu per i rifugiati, ha diffuso alcuni numeri di questo esodo: dall’inizio del 2015 quasi 300mila hanno tentato di attraversare il Mediterraneo per raggiungere l’Europa, a fronte dei 219mila nel corso del 2014. Finora si contano 2.500 morti. Quasi 200mila persone sono sbarcate in Grecia e 110mila in Italia.

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