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25 giugno 2017

QUALITA’ DELLA VITA,
ANCHE PER IL 2014 ITALIA DIVISA A META’

01 dicembre 2014

Di Monica Gasbarri – Dove si vive meglio in Italia? Nelle province medio-piccole del Nord-Est Italia, almeno stando alla venticinquesima edizione della classifica sulla Qualità della Vita realizzata come ogni anno dal Sole24Ore.

L’appuntamento con l’indagine sulle province italiane, quest’anno, riserva qualche sorpresa almeno per quel che riguarda la top ten. Qui, infatti, Ravenna conquista il primo posto risalendo 5 posizioni e spodestano Trento che invece dominava lo scorso anno. Ma in salita tra le prime dieci troviamo anche Modena (3), Reggio Emilia (5), Aosta (6) e Milano (8).  Stabile Belluno al quarto posto, mentre Bologna (7), Siena (9) e Bolzano (10) perdono qualche posizione. Nel complesso, dunque, è evidente che, salvo una rara apparizione di una provincia del centro Italia, di fatto, il Nord è quello in cui si vive meglio. Il modello vincente è, senza dubbio, quello emiliano-romagnolo con quattro province tra le prime dieci d’Italia.

Il fondo della classifica, invece, presenta poche sorprese: anche quest’anno dal 90mo posto in poi è evidente la preponderanza delle province del Sud, partendo da Catanzaro e chiudendo con Agrigento. La graduatoria sulla vivibilità, insomma, non lascia adito a sbagliate interpretazioni: la combinazione e l’incrocio degli indicatori scelti dall’indagine (36 in tutto, suddivisi in sei capitoli d’indagine) non lascia scampo al Meridione.

Fanalino di coda risulta essere la provincia di Agrigento, che già aveva ottenuto questo primato negativo nel 2007 e nel 2009 e che torna quest’anno al 107mo posto dopo averne persi 11 rispetto alla classifica del 2013 (quando, però, l’ultima posizione era occupata da Napoli). Il Mezzogiorno occupa la parte alta della classifica solo con le province della Sardegna: Olbia-Tempio, Sassari e Nuoro.

La divisione tra Nord e Sud è netta: metà dell’Italia, insomma, se la cava nonostante la crisi, l’altra metà, quella rappresentata in particolare da Sicilia, Calabria e Puglia, invece, è rallentata per quel che riguarda il lavoro, le infrastrutture e l’ambiente.

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