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25 giugno 2017

QUANDO LA FOTOGRAFIA INCONTRA I DIRITTI UMANI. LA MOSTRA A VENEZIA

10 settembre 2015

Di Gaja Barillari – “The Silence”, Il Silenzio, è la fotografia di Sanwo Jumoke, il “silenzio” di chi non ha potuto scegliere nella vita. Una fotografia di denuncia e di impegno sociale in difesa dei diritti inalienabili delle persone.

Sanwo è un fotografo nigeriano di 38 anni, si occupa in particolare della condizione della donna nel continente africano ed è uno dei venti finalisti del Prisma Human Rights Photo Contest, un concorso fotografico dedicato ai diritti umani. Una mostra che verrà allestita al lido di Venezia a partire dall’11 settembre fino all’11 ottobre 2015.

Il filo conduttore della prima edizione del contest è la libertà, intesa – recita il comunicato degli organizzatori – «come diritto umano fondamentale da difendere: libertà dall’oppressione, di parola e di fede, libertà dalla paura, libertà di movimento, libertà di pensiero e libertà di opinione».

Organizzato dal Global Campus of Master’s Programmes and Diplomas in Human Rights and Democratisation, in collaborazione con Lightbox, la mostra ha visto candidati lavori realizzati da fotografi professionisti e amatoriali, da ogni parte del mondo, senza limiti di età, sesso e nazionalità.

Oltre a Sanwo Jumoke, gli altri finalisti – tra cui molti italiani – sono: Jenevieve Aken (Nigeria), Mario Badagliacca (Italy), Max Bastard (South Africa), Chen Yi-Jie (Taiwan), Nicolas De Luigi (Italy / Switzerland), Jean-Jérôme Destouches (France/Argentina), Khaled Hasan (Bangladesh), Michael Vince Kim (Korea / USA), Ivan Kovalev (Russia/USA), Mário Macilau (Mozambique), Myriam Meloni (Italy), Adam Jacobi Møller (Denmark), Ramón Ruiz Sampaio (Mexico), Michele Salati (Italy), Simone Settimo (Italy), Luigi Storto (Italy), Federico Sutera Sardo (Italy), Patrick Tombola (Italy/Australia), Margherita Vitagliano (Italy).

Accanto alle foto dei venti finalisti saranno esposti anche gli scatti di una guest photographer d’eccezione: Rena Effendi, fotografa di origine azera e collaboratrice di National Geographic, per cui ha realizzato i servizi su Gandhi e sulla Transilvania.

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