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26 giugno 2017

RAPPORTO EURISPES – COLDIRETTI: AGROMAFIA, IL “NEW BUSINESS” MALAVITOSO

22 febbraio 2016

Di Mia Avieno – Il nuovo business delle associazioni di stampo mafioso ha come oggetto il comparto agricolo, nell’indagine svolta da Eurispes-Coldiretti le tipologie di illeciti rilevate nel settore agro alimentare sono:associazione per delinquere di stampo mafioso e camorristico, concorso in associazione mafiosa, truffa, estorsione, porto illegale di armi da fuoco, riciclaggio, impiego di denaro, beni o utilità di provenienza illecita, contraffazione di marchi, conun giro d’affari che ha superato i 16 miliardi di euro nel 2015.

Per raggiungerelo scopo i clan ricorrono a tutte le tipologie di reato tradizionali, usura, racket estorsivo e abusivismo edilizio, ma anche a furti di attrezzature e mezzi agricoli, abigeato e macellazioni clandestine.

Il rapporto di Eurispes-Coldiretti, evidenzia un efficace sistema di controlli per combattere le agromafie  con oltre 100 mila effettuati nel 2015, con un valore totale di sequestri pari a 436 milioni di euro, di cui il 24% nella ristorazione, il 18% nel settore della carne e salumi, l’11% in quello delle farine, del pane e della pasta.

Nello scorso anno i Nas hanno chiuso 1.035 strutture del sistema agroalimentare sequestrando 25,2 milioni di prodotti alimentari adulterati, contraffatti, senza le adeguate garanzie qualitative o sanitarie o carenze nell’etichettatura e nella rintracciabilità. Dai 38.786 controlli effettuati dai Nas nell’ultimo anno sono emerse non conformità in un caso su tre (32%).

Ma è in Emilia-Romagna, che il grado di penetrazione malavitoso è più evidente, nella classifica Eurispes  la prima provincia in regione per presenza della criminalità è quella di Rimini con un indice del 21,7, che vale il primo posto in Emilia-Romagna e il 61esimo in Italia.

Con Rimini, al livello medio-basso (tra il 56esimo e l’81esimo posto) si collocano in 75esima posizione Bologna, in 77esima Ravenna e in 79esima Forlì-Cesena.

Dal rapporto sulle agromafie, l’Emilia-Romagna resta in testa alla classifica dei prodotti più falsificati e tra i primi vi sono i formaggi, prima di tutto il Parmigiano Reggiano, che deve far fronte a “imitazioni in tutto il mondo”, ma anche prodotti come prosciutto di Parma, aceto balsamico, conserve di pomodoro.

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