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25 giugno 2017

SAFER INTERNET DAY, LA GIORNATA CONTRO IL CYBERBULLISMO

09 febbraio 2016

Di Helene Pacitto – Sempre costantemente in rete oltre le 10 ore al giorno sempre collegati e sempre più online, con personal computer, smartphone e tablet, su chat soprattutto (non ci si rinuncia neanche di notte) è un’intera generazione che vive in rete. Sono giovani e giovanissimi, ed il 17% di loro è sempre connesso, un altro 17% lo è per buona parte della giornata, dalle cinque alle dieci ore al giorno.

Il Safer Internet Day è la Giornata mondiale per la sicurezza in rete promossa e istituita dalla Commissione europea, che si celebra in contemporanea in oltre cento nazioni. All’insegna dello slogan “Play your part for a better Internet!”.

Il ministro dell’Istruzione Stefania Giannini oggi ha lanciato la campagna del Miur contro il cyberbullismo, con la proiezione in anteprima di uno spot al Teatro Palladium a Roma dove si svolge la Giornata romana, mentre in contemporanea ci sarà anche un secondo evento al Piccolo Teatro Strehler di Milano.

Nell’indagine nata dalla collaborazione tra  Generazioni Connesse, Skuola.net e Università degli Studi di Firenze, sono stati  osservati i giovani nati tra il 1996 ed il 2010, il 17% degli intervistati rimane connesso tra le 5 e le 10 ore al giorno. Nel mondo dei giovanissimi sono le chat a farla da padrone: Whatsapp è la piattaforma preferita dal 90% degli intervistati, una percentuale superiore a quella registrata dai social network come Facebook (64%), Instagram (61%) e Youtube (58%). Più del 90% degli intervistati confessa di usare quotidianamente le chat e tra questi ci sono anche giovanissimi che sviluppano una certa dipendenza: sono quelli che chattano anche di notte (6%), oppure quelli che lo fanno ogni volta che possono, anche quando è vietato, come a scuola (26% circa).

Protagonisti della giornata saranno i SuperErrori del web, i cartoon della campagna nazionale lanciata lo scorso autunno da Generazioni Connesse. Sette personaggi, uno per ogni rischio sulla Rete: Chat Woman, l’Incredibile Url, l’Uomo Taggo, la Ragazza Visibile, Silver Selfie, Tempestata e Il Postatore Nero.

I ragazzi sono online molto prima del compimento dei 14 anni e sono sempre più attenti alla loro privacy, temono i bulli digitali, ma sottovalutano pesantemente il fenomeno del cyberbullismo, infatti solo l’8% ammette di aver intenzionalmente vessato un coetaneo, mentre 1 su 10 banalizza il proprio comportamento come semplice scherzo.

Tra le diverse iniziative messe in campo in Italia, sono partecipi attivamente oltre al Miur, alla Polizia di stato, anche  l’Autorità Garante per l’Infanzia e l’Adolescenza, l’Università degli Studi di Firenze, l’Università degli Studi di Roma “Sapienza”, Save the Children Italia Onlus, SOS Il Telefono Azzurro Onlus, Cooperativa E.D.I., Movimento Difesa del Cittadino e Skuola.net.

La Polizia di Stato che sarà presente in 100 capoluoghi di provincia con workshop sul tema del cyberbullismo, organizzati nelle scuole di ogni ordine e grado, per incontrare gli  studenti attraverso la campagna “Una vita da social”, in cui gli agenti incontreranno  oltre 60.000 studenti nell’ambito di workshop dedicati al tema del cyberbullismo, con l’obiettivo di aiutare gli utenti a navigare in sicurezza e a gestire con consapevolezza e controllo i dati condivisi online.

Lo scopo delle attività di formazione è insegnare ai ragazzi a sfruttare le potenzialità del web e delle community online senza correre rischi connessi al cyberbullismo, alla violazione della privacy propria e degli altri, al caricamento di contenuti inappropriati, alla violazione del copyright e all’adozione di comportamenti scorretti o pericolosi per sé e per gli altri.

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