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25 giugno 2017

SANGUE INFETTO, STRASBURGO CONDANNA L’ITALIA A RISARCIRE 371 PAZIENTI

16 gennaio 2016

Di Mia Avieno – La condanna arriva direttamente da Strasburgo e vede l’Italia colpevole per aver contaminato 371 cittadini infettandoli, a seguito di trasfusioni  con diversi virus, tra cui Hiv, epatite B e C. I fatti risalgono al periodo compreso tra gli anni ’70 e ’90 ma sono solo sono una parte di una fetta molto più ampia.

La sentenza considerata storica, dei giudici di Strasburgo riguarda al momento solo un gruppo di pazienti che si sono riuniti per presentare il ricorso, ma purtroppo, secondo le stime in totale gli italiani infettati superano le 100mila unità.

La somma che la corte Europea, ha riconosciuto alle vittime, come risarcimento prenderà in considerazione sia il contagio che i tempi, lunghissimi, dei procedimenti per il riconoscimento del danno, in una nota della Corte si legge infatti: “I ricorrenti hanno diritto a un risarcimento dato che è stato provato il collegamento causa-effetto fra la trasfusione di sangue e la loro infezione, ma gli stessi lamentano anche la lunghezza dei procedimenti per il risarcimento o le conciliazioni amichevoli e che non è stato posto effettivo rimedio ai loro casi”.

La cifra complessiva dei risarcimenti, è di oltre 10 milioni di euro complessivi.

Sul caso è intervenuto il ministero della Salute precisando: “La Corte europea dei diritti dell’uomo pur avendo riconosciuto per tutti quei casi risalenti agli anni ’90 la violazione delle disposizioni della Convenzione europea dei diritti dell’uomo relativamente al diritto ad un equo processo e ad un ricorso effettivo, ha affermato che la procedura di cui all’art. 27-bis del decreto-legge n. 90/2014 – la cui introduzione è stata fortemente voluta dal ministro Lorenzin – che riconosce ai soggetti danneggiati, a titolo di equa riparazione, una somma di denaro determinata nella misura di euro 100.000, costituisce un rimedio interno, del tutto compatibile con le previsioni della Convenzione e in grado di assicurare un adeguato ristoro ai soggetti danneggiati”.

 

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