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26 giugno 2017

SE FACEBOOK CI TIENE IN VITA ANCHE DOPO LA MORTE

14 febbraio 2015

Di Monica Gasbarri  – Nell’era dei social network, capita che, la nostra identità digitale possa continuare a vivere anche dopo la nostra morte, mantenendo intatta l’illusione della presenza, coltivando una partecipazione che – se a qualcuno può sembrare esaltante – appare, per lo più, davvero dissacrante e, francamente fastidiosa.

Quelli di Facebook infatti, hanno pensato di permettere agli utenti di scegliere qualcuno che possa gestire il proprio account dopo la propria morte. Avete capito bene: gestire. Si inizierà negli Stati Uniti, ma sicuramente ben presto si arriverà anche nel resto del mondo. Ognuno potrà indicare un suo “contatto erede” che avrà il potere di postare sulla sua pagina anche dopo la dipartita, rispondendo alle richieste di amicizia, cambiando immagini profilo e di copertina. Da notare, il piccolo “colpo di teatro”: l’utente prescelto come erede non lo scoprirà fino al momento dell’effettiva dipartita… siamo certi che anche in questo caso scatteranno liti familiari, come nelle migliori storie di eredità contese.

Se non altro, rassicurano, l’account del morto – scusate il cinismo – non comparirà più tra i “suggested friend” come accade ora (fastidiosamente) anche per tutti quei profili con i quali insistentemente Facebook ci “suggerisce” di stringere amicizia (infischiandosene del fatto che, magari, noi li stiamo intenzionalmente evitando con massima cura).

Insomma, in poche parole, il social network più famoso al mondo ha deciso di aiutare tutti i suoi utenti a pianificare la loro vita (social) dopo la morte. Come se questo fosse uno dei nostri primi pensieri… Ma tant’è.

Prima, gli account venivano bloccati o diventavano “commemorativi”. Facebook, tuttavia, deve aver pensato che fosse il caso di offrire più opzioni (come se all’utente morto – di nuovo scusate per il cinismo – potesse davvero importare qualcosa). Tra queste, per fortuna, c’è anche quella che l’account venga cancellato per sempre (e con esso i suoi dati e le sue informazioni personali, ovviamente, perché è questa la vera e più importante eredità digitale).

Facebook non deve aver compreso il senso di “rest in peace”… Oppure, più semplicemente, ha trovato un modo (politicamente scorretto) per non perdere utenti attivi. Non c’è più religione.

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