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24 giugno 2017

SENSO DI GIUSTIZIA NON HA NAZIONALITA’. MEDAGLIA D’ORO AD ANATOLY KOROL

03 ottobre 2015

Di Romina Rosolia – Il senso di giustizia non ha alcuna prerogativa legata alla nazionalità, al sesso o alla religione. Il senso di giustizia è il senso di giustizia. È ciò che sentiamo dentro. È la reazione a non volersi piegare alla disonestà, a non voler far prevalere le ingiustizie, a non voltarsi davanti ai soprusi.

Il senso di giustizia è un valore morale encomiabile e pur non meritando il sacrificio di vite umane, è purtroppo causa di morte per decine di innocenti.

Come Anatoly Korol, il manovale ucraino che questa estate a Castello di Cisterna, in provincia di Napoli, è morto nel tentativo di sventare una rapina in un supermercato. È stato ucciso a colpi di pistola davanti alla più piccola delle sue figlie.

La stessa bambina che in queste ore ha incontrato il capo delle stato Mattarella in braccio a sua madre. Il presidente della Repubblica ha, infatti, conferito ad Anatoly la medaglia d’oro al valor civile, la più alta onorificenza per un cittadino da parte dello Stato.

Un gesto, quello di Anatoly, che servirà forse a smuovere le coscienze e a far capire che “straniero” è solo una definizione che non merita degenerazioni negli atteggiamenti e cambi di mentalità. Una medaglia, quella consegnata alla moglie di Anatoly, che non aggiusterà le cose, che non servirà certo a farlo ritornare indietro. Ma che almeno dimostra come dietro lo “straniero” ci sono uomini e donne come noi, con paure e coraggio proprie dell’essere umano.

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