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31 luglio 2016

SIRIA, CAROVANA UMANA IN MARCIA VERSO LA TURCHIA

06 febbraio 2016

Di Rossana Spartà – Una carovana silenziosa di quarantamila disperati fuggiti all’offensiva delle forze di Bachar el-Assad nella provincia di Aleppo sta raggiungendo da venerdì il confine con la Turchia.

Uomini, donne e tanti, tanti bambini in cammino. I più fortunati hanno salvato qualcosa e lo tengono gelosamente in buste di plastica, altri non hanno salvato nulla è quella che già era emergenza umanitaria, con il passare delle ore, continua ad aggravarsi in misura catastrofica.

Mentre l’Europa è alla ricerca delle oramai poche soluzioni e la Danimarca vede entrare in vigore le sue nuove leggi sui migranti, Kilis, città situata al sud della Turchia al confine con la Sirya, chiude “temporaneamente” la sua frontiera.

La Turchia, che ha accolto fino ad oggi qualcosa come 2,5 milioni di rifugiati Siriani, lancia un pesante “j’accuse” a Mosca ritenendola complice di Damasco e responsabile di crimini di guerra.

“Le forze russe bombardano senza sosta, il regime bombarda senza sosta, ma il mondo tace” queste le parole con cui giovedì sera il Presidente turco Recep Tayyip Erdogan ha condannato duramente la situazione.

Sul piano politico quindi poter continuare a sperare in soluzioni pacifiche diventa sempre più utopico e in molti attendono tra scetticismo e timore la data del 12 febbraio, giornata in cui si parlerà di Siria e pace, nell’ambito della Conferenza Internazionale di Sicurezza iniziata oggi 6 Febbraio a Monaco.

Gli Stati Uniti, la Francia, la Turchia e la NATO accusano Mosca di minare le basi per una risoluzione politica del conflitto che ha fatto più di 260 mila morti e ha costretto la metà della popolazione all’esodo. Accuse queste prontamente respinte nella giornata di venerdì dall’ambasciatore russo dell’ONU.

Ma le drammatiche immagini diffuse da Al Jazira sono chiare: questi quarantamila esseri umani sono in fuga dall’offensiva del regime, dai bombardamenti russi, dagli interventi di miliziani sciiti libanesi, da hezbolla e pasdaran iraniani: da una guerra che ha raso al suolo villaggi interi.

La Siria è un Paese sventrato e la sua popolazione in fuga si chiede dove siano ora la Turchia, L’Arabia Saudita, il Qatar, gli amici musulmani, gli amici della Siria sostenitori della ribellione.

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