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24 giugno 2017

SPRECO ALIMENTARE: E SE PRENDESSIMO ESEMPIO DALLA FRANCIA?

07 febbraio 2016

Di Gaja Barillari – Chapeau alla Francia il cui Senato ha votato la legge contro lo spreco alimentare secondo la quale alla grande distribuzione viene proibito di gettare alimenti ancora consumabili rimasti invenduti o di distruggerli e viene obbligata a firmare un protocollo per la donazione.

La legge ha inoltre istituito il reato di spreco alimentare per i supermercati di almeno 400 metri quadrati, è previsto inoltre che le grandi catene stipulino obbligatoriamente un accordo con le organizzazioni e la mancata definizione di questi protocolli può costare fino a 75mila euro di multa o due anni di reclusione.

I prodotti di marca che saranno restituiti al fornitore potranno essere donati, invece di essere distrutti come prevedeva la legge precedente. La lotta contro lo spreco alimentare diventerà inoltre parte dell’educazione all’alimentazione nei programmi scolastici e verrà introdotta nel campo della responsabilità d’impresa.

In Francia dai dati raccolti, vengono gettati nella spazzatura dai 20 ai 30 chilogrammi di cibo per abitante. L’Ademe, l’Agenzia per l’ambiente e la gestione dell’energia ha calcolato che il valore del cibo perduto ammonta a 159 euro per persona all’anno, per un totale che va dai 12 ai 20 miliardi di euro sprecati.

Con questa legge, che consente di “costruire un quadro legale contro lo spreco la Francia “diventerà il paese più volontarista d’Europa in questo settore”, dichiarava poco prima dell’approvazione definitiva il promotore della norma Guillaume Garot (PS), ex ministro dell’agricoltura, che adesso dice: “Si è raggiunto un passo fondamentale grazie alla mobilitazione, ora dev’essere perseguito nel quadro della politica di governo. Bisogna avviare una massiccia campagna di sensibilizzazione, lavorando sulle date di scadenza dei prodotti, coordinando le azioni con i ristoranti, i bar, gli ospedali”

Joel Guerriau (UDI-UC) lancia invece un “appello solenne” per Francois Hollande e Jean-Claude Juncker, Presidente della Commissione europea, “in modo che questa legge possa essere declinata a livello europeo, visti gli 80 milioni di poveri presenti nel nostro continente”.

 

 

 

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