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25 giugno 2017

STRAGE CHARLIE HEBDO, L’EUROPA FERITA DI NUOVO DAL TERRORISMO

07 gennaio 2015

Di Matteo de’ Paoli – Non solo Parigi e la Francia ma anche l’Europa e il mondo occidentale sono sotto choc dopo l’attacco terroristico alla redazione di Charlie Hebdo. I parigini stanno scendendo in piazza, in molti mostrano dei cartelli “io sono Charlie”, altri puntano verso il cielo una matita e c’è chi sventola il proprio tesserino da giornalista.

C’è un clima cupo, di angoscia e di rabbia. Quello che è successo questa mattina è di una gravità incredibile e le immagini che passano  le televisioni del mondo continuamente mostrano solo una parte della crudeltà dei fatti. E sono già intollerabili e inquietanti. Due uomini armati, ma il commando potrebbe essere composto da più uomini, si vedono percorrere una strada, boulevard Richard-Lenoir, raggiungere e colpire una persona a terra. Prima a distanza e poi a bruciapelo, in faccia. Quella persona era un poliziotto che stava passando nei paraggi della redazione, forse attratto dal frastuono dei colpi.

Si pensa che gli spari, per la durata dell’attacco terroristico, siano stati intorno alla trentina. Le due immagini catturate da una telecamera mostrano i due terroristi neri e incappucciati muoversi come dei professionisti, dei soldati. L’ipotesi che sta diventando sempre più veritiera è che possano essere due “foreign fighters”, dei mercenari che combattono nelle zone di conflitto.  Ma per ora non abbiamo altre informazioni, né altro materiale a disposizione.

Sappiamo che si tratta di un attentato terroristico in piena regola. Sappiamo che ai terroristi è stata aperta la porta della redazione questa mattina,  e che poi hanno fatto irruzione uccidendo una persona all’accoglienza e poi sono andati fino alla sala riunione dove c’era l’intero corpo redazionale. I terroristi hanno sparato, trovando tutti i bersagli raggruppati in una sola stanza. Uscendo sono stati protagonisti di altri scontri a fuoco, nel quale hanno ferito e ucciso un polizotto. Il bilancio è pesantissimo: 12 morti e 8 feriti, quattro dei quali gravissimi.

“Coco”, uno dei vignettisti del settimanale satirico Charlie Hebdo, sopravvissuto al massacro, ha raccontato che i due killer lo hanno costretto “a digitare il codice per entrare nella sede. Poi hanno sparato a Wolinski, Cabu…è durato 5 minuti…io mi sono rifugiato sotto una scrivania…parlavano un ottimo francese e sostenevano di essere di al Qaeda”.

Sembra che tutto sia stato calcolato nei minimi particolari.  Secondo una testimonianza raccolta dall’Ansa sarebbero dei terroristi di Al Qaida provenienti dallo Yemen. Infatti all’uomo al quale hanno sottratto l’auto per fuggire dopo l’attentato avrebbero detto: “Al Qaida Yemen, sortez de la voiture” (uscite dall’auto). Gli attentatori parevano calmi, “parlavano un francese perfetto”.

Ora l’Europa e il mondo occidentale rimangono con il fiato sospeso, in attesa di altre novità. Si aspettano le rivendicazioni, o magari la cattura dei terroristi. Ma tutto il vecchio continente si sente ferito. E un po’ meno sicuro.

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