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25 giugno 2017

TEMPO DI SCELTE. LE FACOLTA’ DEL FUTURO. GENITORI SEMPRE PIU’ INFLUENTI SUI RAGAZZI

24 agosto 2015

Di Romina Rosolia – Il metodo Maria Montessori “Insegnami a farlo da solo” sembra molto lontano dalle domande apprensive di migliaia di genitori che, all’ombra dell’attuale tasso di disoccupazione in Italia (secondo l’Istat a giugno 2015 era al 55,8%), si chiedono piuttosto: “Verso quale facoltà universitaria indirizzare mio figlio? In che modo posso “garantirgli” un percorso concreto che lo porti direttamente al mercato del lavoro una volta finito di studiare?”.

Insomma, si vuol scegliere per loro a partire dall’indirizzo delle superiori fino all’università.

Determinati ad individuare percorsi pratici: quindi niente Scienze della Comunicazione o peggio ancora Sociologia, o ancora Scienze Politiche. Piuttosto Medicina, Ingegneria, Matematica, Informatica.

La propensione del ragazzo o della ragazza sembrano passare in secondo piano nella valutazione dei genitori che diventano sempre di più ago della bilancia delle loro scelte universitarie, temendo da parte loro scelte “sbagliate”.

I ragazzi in realtà vorrebbero decidere da soli, ma spesso a 18 o a 19 anni non sanno ancora che cosa fare della loro vita. Per le famiglie spesso è un sacrificio economico notevole l’Università, ma l’alternativa non è più, come un tempo, studio o lavoro. L’alternativa, piuttosto, è studio o ciondolamento dentro casa in attesa – con i tempi che corrono – di un contratto a sei mesi o di un’occupazione in nero.

E giù allora con la consultazione di statistiche da cui viene fuori tutto e niente. Sono disoccupati gli avvocati, gli architetti, gli archeologi. Non parliamo, per l’appunto, di filosofi e letterati. Con l’aria di crisi che gira poi nella scuola italiana per le cattedre di insegnamento.

Per non parlare dei giornalisti, la cui unica strada – almeno con qualche garanzia – resta la Scuola di Giornalismo post lauream di Perugia. Almeno, usciti da lì, si può sperare in uno stage o in un posto di lavoro in Rai (l’Azienda di Stato ne è socio fondatore insieme all’Università di Perugia).

Allora cosa resta da scegliere? Medicina o Ingegneria? D’accordo, i medici sapranno salvare vite umane, gli ingegneri costruire ponti, ma non potranno tutti diventarlo altrimenti chi si occuperà del resto?

C’è bisogno di critici d’arte, interpreti, scrittori, politologi e di tutti coloro in grado di contribuire alla costruzione di senso della realtà.

Un buon corso di inglese, con periodo di lavoro all’estero, potrebbero essere un buon inizio pre-universitario per chiunque voglia farsi un po’ le ossa.

Preoccuparsi e consultare statistiche avranno la loro importanza, ma valutare la propensione del giovane, le sue qualità, i suoi sogni, questo non deve essere sottovalutato. Neanche dall’apprensione motivata di un genitore che vorrebbe costruire ad hoc la vita e il futuro dei propri figli.

Scoprire la passione per quello che diventerà il proprio lavoro, potrà dare soddisfazioni e buoni frutti.

Una home page utile è cercauniversita, un link per cercare università, corsi di laurea, finanziamenti e bandi.

 

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