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23 giugno 2017

“UN’ ECONOMIA AL SERVIZIO DELL’1%” IL RAPPORTO OXFAM SUI PARADISI FISCALI

20 gennaio 2016

Di Rossana Spartà – I forzieri dei paradisi fiscali continuano a riempirsi, tanto da rappresentare più del PIL del Regno Unito e della Germania messi assieme: un totale di 7.600,00 miliardi ovvero una perdita di 190 milioni di dollari di ricavi all’anno. “Un economia al servizio dell’1%” questo il titolo del rapporto che Oxfam presenta oggi mercoledì 20 Gennaio al World Economic Forum a Davos in Svizzera. Una attenta analisi che ha coinvolto duecento aziende consegnando all’ONG una sconcertante percentuale: nove aziende su dieci sono presenti in almeno un paradiso fiscale.

Dai dati raccolti dal Fondo monetario internazionale (FMI), Oxfam calcola che gli investimenti delle imprese nei paradisi fiscali tra il 2000 e il 2014 è cresciuto di quattro volte, stimando che nel 2015 il denaro nascosto ammonti a 7.6 miliardi di dollari.

Il ricorrere ai paradisi fiscali, contrariamente a quanto si potrebbe pensare, non è esclusiva degli stati più sviluppati. Evasione ed elusione fiscale influenzano paesi a qualsiasi livello di reddito, anche i più poveri. Secondo Oxfam si stima che questi ultimi perdono ogni anno cento milioni a conseguenza dell’evasione fiscale delle grandi aziende. Complessivamente dunque un totale di 190 milioni sfugge al controllo fiscale per raggiungere i forzieri protetti.

Dei 7.6 miliardi di dollari attualmente depositati nei paradisi fiscali, 2.6 avrebbero “origine europea”, mentre 1.2 apparterrebbero agli Stati Uniti.

Beati i poveri, ma certamente non in terra: il rapporto Oxfam evidenzia che l’esistenza dei paradisi fiscali finisce sempre con il penalizzare i poveri.
Quando il gettito fiscale generato dalle imprese e dagli affari milionari è ben al di sotto del suo potenziale i governi molto spesso scelgono come soluzione i cosiddetti “tagli” che finiscono col coinvolgere i fondi stanziati per gli investimenti o le politiche sociali, finendo così con l’aumentare le tasse alle fasce di reddito più basse.
Per ONG “i più grandi perdenti sono i poveri e il divario aumenta la disuguaglianza”. L’Italia è il secondo paese più diseguale d’Europa, dietro il Portogallo e prima di Grecia e Spagna.

Oxfam auspica che i leader mondiali si impegnino a trovare una soluzione la più efficace per porre fine all’esistenza di questi paradisi fiscali seguendo la strategia di altri regimi “dannosi preferenzialmente”. Inoltre l’ONG aggiunge che “è giunto il momento di fermare la corsa al ribasso della tassazione sui profitti aziendali e raggiungere un consenso internazionale per evitare la concorrenza sleale tra i paesi e tutti i governi devono gettare oggi a Davos le basi di una autorità fiscale globale cui tutti i paesi partecipino a parità di condizioni.”

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