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25 giugno 2017

UNA STRADA PER TORTORA DOPO IL DOCUFILM DI AMBROGIO CRESPI, L’ESEMPIO DI VILLARICCA

16 febbraio 2015

Di Monica Gasbarri – Una iniziativa che parte da un piccolo comune del napoletano, e che incontra il plauso della politica e della società civile. Dopo la proiezione del docufilm “Enzo Tortora, una ferita italiana”, per la regia di Ambrogio Crespi, il Comune di Villaricca ha deciso di intitolare una strada al presentatore di Portobello, votando all’unanimità la mozione avanzata dai consiglieri comunali

E anche il mondo della politica, in particolare la deputata di Forza Italia Mara Carfagna, che con attenzione aveva seguito questo importante docufilm sin dai primissimi passi mossi a Roma, ha plaudito a una iniziativa simbolica ed estremamente importante, nel ricordo di un simbolo della storia italiana, proprio di Enzo Tortora che “è stato un baluardo di coraggio e dignità”.

“Leggo con grande piacere che il Comune di Villaricca intitolerà una strada o una piazza a Enzo Tortora, indimenticato presentatore di Portobello, simbolo della buona televisione italiana e dei danni incommensurabili della malagiustizia” ha scritto la parlamentare sul suo blog ricordando come l’iniziativa sia nata “dopo la proiezione del docufilm di Ambrogio Crespi “Enzo Tortora, una ferita italiana”, che ho avuto il piacere di vedere e sostenere sin dall’inizio, riconoscendone il profondo valore sociale”.

Al docufilm, la Carfagna riconosce “il merito di aver riportato all’attualità una vicenda amara che, purtroppo, rischiava di finire nel dimenticatoio; la decisione del consiglio comunale di questo comune del napoletano dimostra in pieno la funzione e l’impatto che i media e la comunicazione hanno nella vita reale, e ci richiama all’impegno e al dovere di usare la stessa cautela e sensibilità che il regista ha saputo imporre a questa pellicola”.

Di Tortora, spiega ancora la deputata proseguendo nel suo ricordo del presentatore, “ci rimane il ricordo di un uomo nobile e, soprattutto, saldo nei suoi valori e nella fiducia nella buona giustizia. Ma anche il ricordo amaro di una ferita che la giustizia italiana ha inferto ad un uomo innocente. Iniziative come questa servono per non dimenticare e, spero, per evitare che simili errori possano ancora essere consumati nell’indifferenza generale”.

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