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25 giugno 2017

UNICEF: MUTILAZIONI FEMMINILI, UN ORRORE SENZA FINE

05 febbraio 2016

Di Mia Avieno – Uno scempio, un’umiliazione senza fine che coinvolge almeno 200 milioni di donne e bambine, che hanno subito mutilazioni genitali femminili in 30 Paesi basti pensare che nel 2014 si sono accertati 70 milioni di casi in più di quelli stimati.

I paesi in cui si pratica maggiormente questo scempio sono Egitto, Etiopia e Indonesia.

Drammatici i dati che emergono dal nuovo rapporto Unicef pubblicato oggi in occasione della Giornata Onu di Tolleranza Zero verso le Mutilazioni Genitali Femminili.

Stando al rapporto, 44 milioni sono bambine e adolescenti fino a 14 anni; in questa fascia di età, la prevalenza maggiore è stata riscontrata in Gambia, con il 56%, in Mauritania (54%), ed Indonesia, dove circa la metà delle adolescenti (con un età fino a 11 anni) ha subito mutilazioni.

I paesi con la più alta prevalenza nella fascia d’età compresa tra i 15 e i 49 anni, sono la Somalia (98%), la Guinea (97%) e Djibouti (93%).

Non dimentichiamo che la circoncisione femminile è soltanto una delle quattro pratiche volte ad annientare la dignità di una donna: escissione del clitoride, infibulazione e circoncisione faraonica le altre tre.

Sono torture, perpetrate in stati come il Corno d’Africa, il Gambia, e fatte sempre in nome della rispettabilità e della castità del sesso femminile: “Per me l’infibulazione era una condizione naturale, come respirare” racconta una giovane donna originaria del Somaliland “Ci insegnano che è normale, che la sofferenza è parte della femminilità”.

Ma i Paesi così detti civilizzati non ne sono immuni . In Italia le vittime di circoncisione femminile ammontano a 35mila, un vergognoso podio dietro Gran Bretagna, Francia e Svezia,

Nonostante la legge 7 del 2006 preveda dai 3 ai 16 anni di reclusione per chi mette in atto questa pratica, le denunce si contano ancora sulle dita di una mano.

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