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24 giugno 2017

USA, NUOVA ESECUZIONE IN GEORGIA: GIUSTIZIATA DONNA PER LA PRIMA VOLTA

30 settembre 2015

Di Gaja Barillari – Nella “terra dei liberi” – come papa Francesco ha definito gli Stati Uniti durante il suo intervento al Congresso – l’esecuzione di un individuo è ancora una sanzione penale ordinata da un’autorità dello Stato.

E così, nonostante l’appello del papa, una nuova condanna a morte è stata eseguita in Georgia – prigione della Jackson County – la prima volta per una donna in 70 anni, morta con una iniezione letale.

Si tratta di Kelly Renee Gissendaner, 47 anni, ritenuta colpevole – come mandante – dell’omicidio del marito avvenuto nel 1997, il cui esecutore materiale fu l’amante.

Amante che è stato invece condannato all’ergastolo, ma che nel 2022 potrebbe uscire in libertà condizionata.

Kelly Renee Gissendaner, in carcere, si era anche laureata teologia in questi anni.

Secondo un recente rapporto di Amensty International, nel 2014 i paesi che hanno eseguito condanne a morte sono stati 22, lo stesso numero del 2013.

La pena capitale resta un’eccezione ed è concentrata fondamentalmente in Medio Oriente e Asia: Iran, Iraq e Arabia Saudita con il 72% delle esecuzioni totali. Se fossero noti i dati della Cina, la percentuale salirebbe al 90%. Ma questo paese continua a mantenere il segreto di stato.

Le condanne a morte sono aumentate drasticamente: almeno 2.466, soprattutto di Egitto e Nigeria che hanno messo a morte le persone nel tentativo, futile e di corto respiro, di contrastare minacce a sicurezza, instabilità politica e terrorismo.

Le esecuzioni di cui Amnesty International è venuta a conoscenza, ovvero quelle rese note dalle autorità, sono state 607, il 22% in meno rispetto al 2013, ad esclusione della Cina.

Il secondo paese al mondo per esecuzioni, l’Iran, ne ha ammesse solo 289, ma secondo fonti attendibili sarebbero 743, una media di due al giorno.

L’elenco dei cinque principali esecutori di condanne a morte si completa con l’Arabia Saudita (almeno 90 esecuzioni), l’Iraq (almeno 61) e gli Usa (35). Il Pakistan ha ripreso le esecuzioni dopo l’orribile attacco dei talebani contro una scuola di Peshawar.

L’uso della pena di morte è sempre più limitato nell’Africa subsahariana, dove solo tre stati (Guinea Equatoriale, Somalia e Sudan) hanno eseguito sentenze capitali.

Quanto all’Europa, la Bielorussia si conferma l’unico paese a eseguire condanne a morte con almeno tre fucilazioni, dopo 24 mesi senza esecuzioni.

 

 

 

 

 

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