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25 giugno 2017

USTICA 35 ANNI DOPO. UNA STRAGE DALLE CAUSE ANCORA OSCURE

28 giugno 2015

Di Silvia Prato – La strage di Ustica è un caso ancora irrisolto. I procedimenti penali messi in piedi per alto tradimento a carico di quattro esponenti dei vertici militari italiani si sono conclusi, infatti, con l’assoluzione degli imputati.

Tante le ipotesi che si sono dibattute negli anni: dal coinvolgimento internazionale (in particolare francese, libico e statunitense), a quella di un cedimento strutturale o di un attentato terroristico (un ordigno esplosivo nella toilette del velivolo).

Nel 2007 l’ex presidente della Repubblica Cossiga, all’epoca della strage presidente del Consiglio, ha attribuito la responsabilità del disastro a un missile francese «a risonanza e non ad impatto» destinato ad abbattere l’aereo su cui si sarebbe trovato il dittatore libico Gheddafi.

Questa stessa tesi è stata considerata valida in sede civile dal Tribunale di Palermo – sentenza confermata dalla Corte di Cassazione – ed è valsa a condannare il Ministero dei Trasporti italiano al pagamento di un risarcimento ai familiari delle vittime.

La compagnia italiana sulla quale volavano gli 81 passeggeri era “Itavia”. Era il 27 giugno 1980 e il velivolo era decollato dall’aeroporto di Bologna e diretto a Palermo.
Si squarciò in volo all’improvviso e cadde nel braccio di mare compreso tra le isole tirreniche di Ustica e Ponza. Nell’evento persero la vita tutti gli 81 occupanti dell’aereo.

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