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25 giugno 2017

VERSO L’8 MARZO: DOVE SONO FINITE LE DONNE NELL’AGENDA DEL GOVERNO RENZI?

01 marzo 2015

Di Mara Carfagna – Mancano pochi giorni all’Otto Marzo e ci si chiede se esista un’agenda Renzi per le donne. All’insediamento del suo Governo sembrava che il Presidente del Consiglio avesse voluto tenere per se’ la delega alla Pari Opportunità per occuparsene in prima persona, perché lo riteneva un tema importante e non delegabile. Invece il Governo delle tante ministre, delle tante deputate, delle tante nomine femminili nei Cda che contano, il Governo del fare, il Governo del cambiare verso e della volta buona, è rimasto immobile e silenzioso. E il silenzio è indifferenza, noncuranza, sottovalutazione dei problemi delle donne “normali”, quelle che non aspirano a un posto in Parlamento o alla guida di un grande Ente, ma a un lavoro dignitoso e a una vita ‘decente’ e tutelata dalle Istituzioni.
La questione della violenza è uno dei grandi temi dimenticati da questo esecutivo. Ho ripetutamente chiesto la nomina di un Ministro con delega alle Pari Opportunità che possa essere il motore dell’azione di contrasto alla violenza sulle donne. È indispensabile affinché i centri anti violenza e le associazioni che si impegnano ogni giorno da anni possano disporre di un amplificatore e di un interlocutore qualificato e “presente”.
Forse il Presidente del Consiglio non ha capito che quando si parla di violenza sulle donne non è utile la finta democrazia partecipata, ma si deve agire concretamente. Lo dimostrano gli scarsi risultati della consultazione pubblica aperta lo scorso 10 dicembre sul sito del Dipartimento per le Pari Opportunità. Il “sondaggio” in teoria doveva servire a mettere a punto un ‘Piano Straordinario contro la violenza sessuale e di genere’. Tralasciando la scarsa partecipazione popolare all’iniziativa in termini di commenti e proposte, il punto che risalta all’occhio leggendo gli interventi è che di questi temi deve parlarne chi ha competenze. Chi conosce la situazione, chi ha lavorato sul campo, chi ha veramente operato nel settore e soprattutto chi di questi temi può occuparsi a tempo pieno.
Non è, infatti, collezionando opinioni e commenti, critiche e suggerimenti viziati dal pericolo serio della banalizzazione e dello svilimento del fenomeno della violenza alle donne che si affronta il tema dei diritti violati.
Dal 9 marzo inoltre si svolgerà a New York la 62esima Sessione del Comitato per l’eliminazione della discriminazione contro le donne. Nel corso della sessione, il Comitato prenderà in esame i rapporti periodici presentati dagli Stati membri della Convenzione sull’eliminazione di tutte le forme di discriminazione nei confronti delle donne (CEDAW), adottata nel 1979. L’Italia a questo tavolo, come suoi rappresentanti, manderà la Consigliera per le Pari Opportunità, Giovanna Martelli e il sottosegretario agli Esteri, Benedetto Della Vedova. Dunque per la prima volta il nostro Governo non potrà interloquire alla sessione tramite un membro con lo status di Ministro con delega specifica.
Questo è solo l’ennesimo esempio per comprendere quanto si stia indietreggiando nelle azioni positive per il mondo femminile, quanto il Governo stia perdendo tempo e colpi rispetto ai partner europei e occidentali che su questi temi lavorano con continuità. Mi domando dunque in occasione dell’8 marzo, il Presidente del Consiglio si ricorderà delle donne?  Per chiederglielo alla sua maniera, arriverà la #svoltabuona anche per le lavoratrici, per le madri, per le ragazze italiane?

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