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25 giugno 2017

WEF: LA 4° RIVOLUZIONE INDUSTRIALE CANCELLERA’ 7MILIONI DI POSTI DI LAVORO

21 gennaio 2016

Di Sofia Peppi – L’allarme arriva da un rapporto del World Economic Forum che quest’anno ha come tema ufficiale proprio “La quarta rivoluzione industriale”.  Lo scenario è stato elaborato sull’analisi delle aziende nelle 15 principali economie fra cui sono incluse Usa, Cina, India, Francia, Germania, Italia, Giappone, Regno Unito e Messico, rappresentanti il 65% della forza lavoro mondiale.

La ricerca The Future of Jobs, vede uno scenario in cui robot e tecnologia sostituiranno sempre più il lavoro umano ed entro il 2020 le macchine intelligenti avranno cancellato 7,1 milioni di posti di lavoro creandone solo 2,1 milioni, con un saldo netto di 5 milioni di futuri disoccupati.

Secondo  il report, i cambiamenti che investiranno la nostra epoca storica, contraddistinta da un’alta automazione dei processi produttivi  sono talmente consistenti da definire questo periodo come “Quarta rivoluzione Industriale”, che facilmente dà il senso del cambiamento e delle inevitabili ricadute sul mondo del lavoro, sempre più gestito da macchine e automi e sempre meno dipendente dall’ingegno e dalla manodopera umana.

L’ambito in cui ci sarà il maggior calo dell’occupazione sarà quello amministrativo, dove le macchine gestiranno tutte le attività di routine, ma il lavoro umano diminuirà anche nella sanità, nel settore energetico e in quello dei servizi finanziari.

Per impedire che digitale e stampa 3 D comporti milioni di perdite di impieghi, il WEF invita a mettere in cantiere “azioni mirate” che puntino alla creazione di una manodopera con competenze all’altezza della sfida tecnologica.

L’aumento dell’automazione aprirà come prevedibile anche nuovi sbocchi professionali, ed i settori che avranno più bisogno di personale saranno quelli dell’information technology, dei servizi professionali, dei media e dell’intrattenimento. Le figure professionali maggiormente ricercate saranno gli analisti dei dati, e i commerciali, venditori con competenze specifiche sui prodotti sempre più tecnologici e con l’abilità di raggiungere i nuovi target cui saranno rivolti.

Per quanto riguarda l’Italia, la disoccupazione tecnologica non dovrebbe colpire più di tanto, la ricerca ci dice che da qui al 2020 la quarta rivoluzione industriale cancellerà 200mila posti di lavoro, creandone però altrettanti.

 

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