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23 giugno 2017

WORLD PRESS PHOTO PREMIA RICHARDSON TESTIMONE DELLA SPERANZA DEI RIFUGIATI

19 febbraio 2016

Di Rossana Spartà – E’ una notte d’agosto come le altre nel campo rifugiati a Roszke, al confine tra Ungheria e Serbia, dove Warren Richardson, fotoreporter free lance Australiano, si trova oramai da qualche giorno. Almeno sembra come le altre fino al momento in cui non scorge un gruppo di migranti muoversi tra la vegetazione e dirigersi verso la linea di confine dove i rotoli di filo spinato sbarrano la via alla libertà. Sono duecento persone circa tra donne, bambini e uomini: sui loro volti paura, stanchezza ma soprattutto “la speranza per una nuova vita”. Lì oltre a quel filo spinato saranno al sicuro e i bambini potranno crescere lontano dagli orrori di una guerra che sembra destinata a durare in eterno.

Il reporter osserva quei volti che raccontano più delle parole. Il desiderio di testimoniare al mondo quella disperazione e quella speranza che il mondo fatica non poco a comprendere si scontra con il timore che il flash li metta in pericolo e allora Richardson decide di scattare così, senza aiuti.
A dargli una mano interviene la luna, un istante,  uno scatto ed ecco la semplicità irrompere con tutta la sua forza in quella che oggi è stata premiata come migliore foto dell’anno.

Ottantatremila scatti, 5775 fotografi per 128 Paesi, questi i numeri del World Press Photo, che ha visto premiati oggi ad Amsterdam quarantuno concorrenti. A “Speranza per una nuova vita”, questo il titolo della foto vincitrice, è andato anche il primo premio per le Spot News.

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