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26 giugno 2017

YOU SAFE LIVES, PER NON DIMENTICARE GLI INVISIBILI DEL MONDO

12 marzo 2015

Di Mario Di Matteo – “Nessuno vuole essere invisibile, essere perseguitato, sfollato, sfuggire dalla guerra, dalle malattie e dalla fame, lasciandosi tutto alle spalle. Ci sono 51 milioni di invisibili nel mondo. Per loro, l’aito umanitario significa cure sanitarie, igiene, acqua, cibo e riparo. Chi li rende invisibili di nuovo, sei tu: tu puoi far sì che sia possibile renderli visibili. Ora”.

Questo è il messaggio della nuova campagna lanciata dall’Unione europea e Oxfam dal nome You Safe Lives, con la quale si vuole fare il punto su una situazione drammatica illustrata nel nuovo rapporto sui Paesi degli invisibili.

Gli invisibili sono i profughi, chi è costretto a lasciare la propria casa, la propria vita, in fuga dalle guerre e dai conflitti di cui sono le prime vittime: succede a una persona ogni 4 secondi. Una umanità sofferente che, se residente e stanziale, andrebbe a popolare una nazione sterminata. Non ha potuto tanto neanche la Seconda Guerra mondiale.

Di questi 51,2 milioni di invisibili, 33,3 milioni sono sfollati all’interno del loro stesso paese, 16,7 milioni sono rifugiati all’estero, 1,2 milioni aspettano di ricevere asilo.

“L’Europa non può rimanere indifferente di fronte all’immane tragedia che questo esodo dei nostri tempi rappresenta – ha detto Riccardo Sansone, responsabile emergenze umanitarie di Oxfam Italia – In Siria, da quando la guerra civile è iniziata 4 anni fa, si contano 11,4 milioni di profughi, vale a dire metà della popolazione; in Sud Sudan, uno dei paesi più poveri del mondo, in poco più di un anno di conflitti, siamo già a 2 milioni; mentre la guerra in Repubblica Centrafricana ne ha provocati 860.000. You save lives si propone di informare i cittadini europei, aggiungendo ai numeri la vita vera di queste genti: ‘rendere visibili’ i bisogni di chi non ha più niente, la fragilità di un quotidiano privo di normalità e prospettive, la disperazione che spinge molti di loro ad attraversare il Mediterraneo in cerca di un futuro nel nostro continente”.

La campagna ci ricorda anche che per i cittadini europei c’è almeno una ragione in più per conoscere meglio questo tema: siamo noi a sostenere i rifugiati; donazioni, grandi o piccole che siano, sono un contributo reale per alleviare le sofferenze di coloro che hanno perso tutto.
“Purtroppo il numero di rifugiati e profughi continuerà a crescere ogni giorno, se non si pone fine alla violenza. – ha concluso Sansone – È essenziale pervenire a una soluzione politica dei conflitti che sia sostenibile e inclusiva. Tuttavia, anche se questi conflitti terminassero domani, il livello dell’emergenza umanitaria resterebbe altissimo, e continuerebbe a necessitare di sostegno per molti anni ancora”.

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